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Canto XXXIII (La Farfalla) ©®

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Percorro la scala negli abissi del tempo

correndo per spire concentriche,
gradino dopo gradino.
L'eco dei miei passi è assordante.

Il monaco parla, cose che non posso comprendere,
le sue unghie sono affilate come lame, i sui baffi sono pugnali.

La scala è un vortice proteso verso il nulla,
la scala è un' illusione,
la scala è ciò che io voglio vedere,
la scala non è la meta, ma l'invito.

Il monaco parla, cose che non posso comprendere,
le sue unghie sono affilate come lame, i sui baffi sono pugnali.

La scala non ha né inizio né fine,
la scala è il cammino,
attorno a me è solo nebbia e notte.
Nulla avrà fine, né mai ha avuto inizio qui!

Il monaco mi parla, cose che non posso comprendere.
le sue unghie sono affilate come lame, i sui baffi sono pugnali.

Il gatto è al mio fianco,

il gatto è mio protettore,
il gatto annuncia.
I suoi occhi sono i miei,
egli sa da secoli ciò che sarà per me.
Lei ha chiamato la porta.
La porta giunge sempre..
Lei è l'invito, la scala.
Il suo tempo è giunto.
Ora sarà farfalla!

Cantus Mentis - Cantus Tenebrarum

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